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Alla scoperta dei Boschi Vivi di Martina d'Olba

Alla scoperta dei Boschi Vivi di Martina d’Olba

Con la primavera la natura si risveglia e anche il nostro bosco si riempirà di nuovi colori e di nuova vita. Vi invitiamo a una sorta di anteprima assoluta, a Martina d’Olba – Urbe (SV), in programma per le giornate di sabato 21 e domenica 22 aprile.

Sarà possibile conoscere nel dettaglio il servizio proposto dalla Cooperativa Boschi Vivi, visitare il bosco e trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta in un bel bosco in piena fioritura.

Le visite, in entrambe le giornate, si articoleranno su due turni: il primo alle ore 10:00 e il secondo alle ore 14.00, in modo da consentire di rispondere puntualmente alle domande di tutti e di instaurare un dialogo aperto tra i partecipanti.

Prenotare la tua visita gratuita è semplicissimo, basta scriverci una mail a info@boschivivi.it

indicando il giorno e il turno di visita che preferisci.

Buona Primavera a tutti!


- SeminAgenova: semi e valori della terra in città -

– SeminAgenova: semi e valori della terra in città –

Un nuovo evento in città: SeminAgenova organizzato dall’Associazione CarMine!

Nella giornata di sabato 10 marzo avrà luogo la prima edizione di seminAgenovaSarà una giornata ricca di stand per tutti i gusti, di spazi espositivi, di testimonianze e racconti, di scambi di semi, di visite guidate dove sarà possibile scoprire aneddoti e gli angoli più nascosti del quartiere del Carmine e il vicino Orto Botanico. L’evento si concluderà in musica con l’Orchestra Bailam.

SeminAgenova nasce per dare alla città di Genova una giornata interamente dedicata all’ambiente, al valore della terra, alle sue tradizioni e alle sue innovazioni. Con lo scopo di far conoscere ai cittadini le varie realtà che operano nell’entroterra ligure, un territorio dalle infinite risorse e talvolta dalle inaspettate meraviglie.

Boschi Vivi sarà presente per tutto il giorno con il suo stand e si racconterà presso l’Abbazia di San Bernardino alle ore 12:00. Passate a trovarci!

#seminagenova per ulteriori dettagli sul programma potete visitare, evento su facebook:  https://www.facebook.com/events/171299453514209/

 


TESTAMENTO BIOLOGICO IL DIRITTO DI DECIDERE INTORNO ALLA PROPRIA MORTE

-IL TESTAMENTO BIOLOGICO: IL DIRITTO DI DECIDETE INTORNO ALLA PROPRIA MORTE-

Boschi Vivi, che si occupa di diffondere tematiche culturali riguardanti il lutto e la memoria dei cari, vuole divulgare una serie di informazioni che possono essere utili per chi è interessato ad affrontare tematiche di accompagnamento al fine vita.

La legge sul Testamento Biologico (L.219/2017) è in vigore dal 31 gennaio 2018.

Si tratta di una conquista importante per tutti gli italiani e un passo avanti nella direzione dell’autodeterminazione e della libertà individuale.

Una conquista importante in quanto ogni persona può dichiarare le proprie volontà relativamente a temi cruciali, delicati e molto personali, dal trattamento sanitario alla delega di un fiduciario, dalla pianificazione condivisa delle cure alla sedazione palliativa.

All’articolo 1 la legge tutela «il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona», riconoscendo le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari (DAT).

La legge stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito senza il consenso «libero e informato» della persona interessata, prevedendo che ogni persona abbia il diritto di conoscere e comprendere la propria situazione e di sapere anche quali possono essere le conseguenze di un possibile rifiuto alle cure.

Le DAT danno la possibilità di scegliere in anticipo l’assistenza sanitaria a cui acconsentire o no se ci si dovesse trovare nell’incapacità a un certo punto di poter decidere o comunicare ciò che si vuole. La legge prevede che ogni persona maggiorenne capace di intendere e di volere possa dare queste indicazioni. Prevede inoltre che si possa nominare un fiduciario che prenda al posto proprio le decisioni e che parli con il medico.

È innegabile che morire rappresenti una vera e propria sfida e non risulta sempre facile far spazio alla morte all’interno delle nostre esistenze. In passato invece la visione circolare del tempo, specchio dei cicli naturali, considerava la morte una componente essenziale della vita, fondamentale per il rinnovamento della comunità e della famiglia. Iona Heath in “Modi di morire” (2008, Bollati Boringhieri) mostra come la società contemporanea abbia smarrito il senso del valore della morte e del suo legame indissolubile con la vita. In questo senso Umberto Veronesi parla di “morte capovolta”, cioè negata. Un tema da non affrontare, così da nascondere i vari aspetti della sofferenza, che sono tecnicizzati e affidati a estranei.

Se distogliamo gli occhi dalla morte, pregiudichiamo anche la gioia di vivere. Meno avvertiamo la morte, meno viviamo” scrive Iona Heath. È anche per questo motivo dunque che vale la pena decidere intorno alla propria morte, e rivendicare questo come un diritto fondamentale. Affrontare il tema e pensare alla propria morte significa avere la possibilità di lasciare in ordine le proprie cose, contribuire a pianificare il proprio funerale, dire addio, perdonare ed essere perdonati e dire cose che andrebbero dette.

 

Come fare il biotestamento

Per fare testamento biologico è sufficiente compilare il modulo che prevede la Disposizione Anticipata di Trattamento (disponibile nel link in fondo al testo) oppure scrivere un testo di proprio pugno.

Dopo aver disposto le proprie volontà, affinché il testamento abbia valore giuridico, si deve provvedere all’autenticazione, in due possibili modi:

1. trasformarlo in “atto pubblico”, presentandolo ad un funzionario pubblico designato del Comune o a un qualsiasi pubblico ufficiale, come un notaio;

2. attraverso una “scrittura privata autenticata”, facendo autenticare la tua firma da un funzionario pubblico del Comune o da un qualsiasi pubblico ufficiale, come un notaio.

Successivamente, si può consegnare la “scrittura privata autenticata” o “l’atto pubblico” all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza che provvede all’annotazione in un apposito registro, se istituito, oppure presso il Notaio che ha autenticato la scrittura privata o redatto l’atto pubblico, o ancora presso le strutture sanitarie, qualora la Regione di residenza ne regolamenti la raccolta.

Nel caso in cui nessuna di queste opzioni sia disponibile, è possibile depositare una delle due copie presso una persona di fiducia.

Sarà possibile rinnovare, modificare o revocare le tue DAT espresse in ogni momento.

Le informazioni contenute in questo articolo provengono in buona parte dal sito dell’Associazione Luca Coscioni, che si batte per l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani e politici.

Nel sito dell’associazione è disponibile un modello della dichiarazione anticipata di trattamento (DAT) scaricabile.

https://www.associazionelucacoscioni.it/compila-il-tuo-testamento-biologico-online/

Si ricorda inoltre che il testamento biologico può comprendere non solo i trattamenti in vita ma anche le disposizioni delle proprie volontà, quali la dispersione delle ceneri in natura.


Giovani cooperatori crescono_immagine

Giovani cooperatori crescono

Grazie al ciclo di incontri che sta avendo luogo tra giovani cooperatori e cooperatori senior si è intrapreso un interessante dialogo, volto alla crescita personale e alla crescita delle stesse Cooperative.

Nel mese di febbraio abbiamo incontrato a Genova presso gli splendidi spazi della Cooperativa Condiviso (http://condiviso.coop/), Orietta Antonini della Cooperativa Itaca (http://www.itaca.coopsoc.it/index.aspx).

Itaca nasce 1992 a Pordenone, è una Cooperativa Sociale di tipo “A” che opera nei campi dell’impegno sociale, sanitario ed educativo, gestendo servizi suddivisi in cinque aree produttive: Domiciliare Anziani, Residenziale Anziani, Disabilità, Salute Mentale e Minori – Età evolutiva. Itaca agisce in una vasta area territoriale che comprende il Friuli Venezia Giulia, le province venete di Treviso, Venezia e Belluno e la provincia autonoma di Bolzano.

Orietta Antonini durante l’incontro ha ascoltato le esigenze, i dubbi e gli ostacoli che i giovani cooperatori incontrano, ha dialogato con tutti noi capendo le esigenze e suggerendo tramite la sua esperienza e la sua sensibilità come poter affrontare il cammino della cooperazione e la strutturazione di nuovi progetti e imprese.

Nonostante gli ostacoli di diversa natura che spesso si incontrano lungo i propri cammini, è rassicurante constatare come tutti, indifferentemente dall’età anagrafica o dalla Regione in cui si vive e opera, ci sentiamo parte di una grande comunità aperta agli altri e alle idee, che non dimentica l’etica e la morale su cui si basa, non solo la vita, ma anche il mondo cooperativo.


A febbraio la Toscana ci accoglie!

Nonostante febbraio sia il mese più corto, esso ci ha portato quest’anno almeno due grandi opportunità.

Prima di tutto abbiamo potuto dirigere i nostri sforzi sulla replicabilità in Lombardia, Toscana e Umbria. Come potrete immaginare, un percorso di collaborazione su nuove Regioni richiede notevoli capacità di coordinamento e parecchio tempo. Abbiamo quindi deciso di cominciare al più presto con la verifica di replicabilità, a partire dalle Regioni in cui potenziali collaboratori hanno espresso interesse ad aprire un Bosco Vivo.

Inoltre abbiamo presentato Boschi Vivi in occasione della premiazione dei neo-imprenditori di RestartApp 2018 a San Sepolcro.

Fondazione Garrone prosegue con perseveranza nel finanziamento di giovani realtà che valorizzano l’Appennino. I tre vincitori di quest’anno si occupano di tre aspetti di grande attualità: la facilitazione dell’acquisto diretto di prodotti alimentari presso i produttori, la cultura della coltivazione e dei molteplici usi della canapa e la coltivazione di interessanti alimenti in espansione come le bacche di Goji.

In tale occasione una folta platea ha ascoltato con interesse il racconto di Boschi Vivi: come è nata l’idea, quale percorso ci ha portato fino ad oggi e quali sono le prospettive future.

Queste occasioni ci ricordano sempre come la gratitudine e la fiducia delle persone nei nostri confronti continuano a darci forza, ci aiutano a vedere lontano e a procedere con tutta la determinazione che questo progetto merita.

 

 


Nuovo anno e nuovi incontri...

Sabato 20 Gennaio Boschi Vivi ha partecipato al meeting “Riti e Rituali Funebri: temi, problemi, prospettive”, una tavola rotonda di confronto, scambio e raccolta di buone prassi sul tema delle esequie, organizzata a Brescia dall’Associazione Italiana Bibliodramma, attraverso il proprio sito Vivere il Morire (vivereilmorire.eu). Per l’associazione hanno aperto i lavori Giovanni Brachetti e Cristina Zaniboni, che hanno introdotto l’intervento della tanatologa Maria Angela Gelati sul significato del rito, in special modo in relazione all’evoluzione della celebrazione delle esequie. In collegamento da Torino è intervenuto Don Paolo Tomatis, docente di Liturgia alla Facoltà Teologica di Torino, Milano e all’Isitituto Pastorale di Santa Giustina a Padova, con una riflessione sulla necessità della Chiesa di confrontarsi con le esigenze derivanti dallo sviluppo di nuove prassi funerarie. Padre Peter Gruber, cappellano cappuccino dell’Ospedale Tappeiner di Merano, organizzatore in Italia e Germania di numerosi seminari dedicati agli operatori sanitari sull’accompagnamento alla morte, è stato autore di un apprezzato intervento sul rispetto del corpo del defunto e sui suoi riflessi sui meccanismi psicologici di gestione del lutto, analizzando un antico rito druidico di preparazione della salma. Tra gli operatori del settore,oltre a Boschi Vivi, ha partecipato Alessandro Bosi, segretario nazionale di FENIOF (Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri) che ha sottolineato il problema della mancanza di una normativa uniforme in tema di polizia mortuaria fra le varie regioni italiane, con la conseguente disparità in termini di diritti dei dolenti. Nel pomeriggio è stato organizzato un tavolo di lavoro e riflessione, da cui è emersa la necessità dell’individuazione di un equilibrio (che ad opinione dei presenti si riscontra nel progetto di Boschi Vivi), specie nel casi di affidamento e dispersione delle ceneri, fra la libertà personale del decuius nella scelta delle modalità di disposizione della propria salma ed il diritto al ricordo dello stesso da parte della comunità a cui apparteneva.

Il 26 gennaio Boschi Vivi era a Terni per la X edizione di Vette in Vista, un confronto tra giovani aziende che operano nell’Appennino e studenti e laureandi. L’incontro è stato molto importante per iniziare a stringere un legame maggiore non solo tra Unimont e Unitus ma anche tra università e mondo dei giovani, un legame che contrasta una mancanza non tanto di idee, ma di speranza di metterle a frutto, di trovare modi e mezzi per realizzare dei piccoli sogni. Insieme ad altri neo-imprenditori abbiamo cercato di comunicare la passione che stiamo mettendo ogni giorno per sviluppare e migliorare la nostra attività. Anche le grandi cose si fanno passo dopo passo…

 


Visioni cooperative

Visioni cooperative

Anche Boschi Vivi ha partecipato al quinto Meeting Nazionale di Coopstartup, ospitato in una location d’eccezione: Fico Eataly World.

Il Meeting è stato l’occasione per rincontrare le giovani startup cooperative conosciute a Napoli lo scorso anno e conoscerne di nuove. È stata l’occasione per riconfrontarsi, per consolidare amicizie, per intraprendere e rinsaldare la strada della cooperazione partecipata, dove fare rete, scambiarsi saperi, contaminarsi e lavorare assieme a livello interregionale. Queste tre giornate sono state ricche di interventi, di consigli e di supporto da parte di tutti coloro che da tempo hanno intrapreso l’etica e i valori della cooperazione. Tavoli di discussione su vari tematiche con esperti e cooperatori senior hanno generato riflessioni, soluzioni e nuove visioni per il futuro.

Riportiamo una frase, guida di queste tre giornate, che per noi ha un grande significato e valore:  “Le startup cooperative possono aiutarci a creare reti più agili. Voi siete la generazione che può far fare un salto di qualità a tutto il movimento cooperativo” (Rita Ghedini – Presidente LegaCoop Bologna)

http://www.coopstartup.it/


#10milaBoschiVivi - È partita la nostra campagna di crowdfunding

Finalmente è partita la nostra campagna di crowdfunding. Ci abbiamo lavorato per parecchi mesi cercando di inserire tanti contenuti che aiutino le persone a capire meglio di cosa tratta Boschi Vivi e quello che abbiamo fatto fino a questo momento per concretizzare (prima) e sviluppare (poi) questo progetto.

Vogliamo accorciare le distanze tra noi (il team, la cooperativa) e tutti voi – fun  curiosi e speranzosi che un progetto come questo, che ha una portata enorme e un impatto emotivo e sociale formidabile, possa concretamente migliorare la vita di molte persone.

E a questi fun speranzosi possiamo dire che SI, sarà così, il nostro progetto migliorerà davvero la vita di molte persone: come sapete, 1) non ci sono impedimenti normativi né di altro genere all’attuazione di Boschi Vivi e tutto il lavoro propedeutico all’apertura del servizio sta procedendo bene 2) sappiate che noi ce la stiamo mettendo tutta e siamo davvero determinati.

Il primo bosco verrà inaugurato a primavera 2018 dopo i lavori forestali che la campagna di crowfunding in parte finanzierà.

Inoltre, non ci fermeremo al primo bosco, stiamo già ponendo le basi per estendere Boschi Vivi ad altre Regioni. Abbiamo a cuore boschi e persone, e abbiamo trovato un modo per concorrere a riequilibrare l’equilibrio tra uomo e natura.

Infatti, il nostro obiettivo è far sì che i boschi possano non solo essere curati e conservati, ma anche permettere alle persone di rasserenare esperienze di lutto attraverso la natura stessa.

Noi crediamo nel potenziale della natura. Voi crediate in noi, insieme possiamo farcela.

Non rimandare, dona ora!   Troverai più informazioni qui www.derev.com/boschivivi


La Cooperativa Boschi Vivi a Parigi per la Coup de Coeur

La démocratie est un moyen d’ouvrir de nouvelles idées, de faire avancer les choses, et de rassembler les gens

La democrazia è un modo per aprirsi a nuove idee, far avanzare le cose e mettere insieme le persone

Ed Mayo, segretario generale di Coop UK

 

Boschi Vivi ha vinto il premio “Coup de Coeur” al concorso #Mycoopstory, la competition dedicata all’economia collaborativa creata da Cooperatives Europe, la lega europea delle cooperative. Siamo stati a Parigi dal 14 al 17 Settembre per presentare il progetto ed espandere il nostro network di collaborazioni in Europa. Il primo giorno abbiamo partecipato alla Conferenza “Pianeta cooperativo. Le cooperative per un mondo migliore” nella quale i dibattiti sono stati incentrati soprattutto sul ruolo della forma cooperativa nello sviluppo economico e sociale. Molto si dice a riguardo alla cosiddetta economia sociale, ma bisogna fare una importante distinzione: l’economia produce il maggior impatto sociale quando il business model prevede non solo di condividere prodotti o servizi, ma anche di ridistribuire i relativi vantaggi economici in maniera equa e solidale con chi partecipa attivamente. E la forma cooperativa, di fatto, è l’unica forma giuridica che rende possibile l’applicazione concreta di questo principio nel suo modus operandi. Abbiamo avuto l’occasione di toccare con mano questa importante differenza, attraverso una giornata di visita presso due realtà cooperative francesi: Coopaname e Solidarité étudiante. Del resto anche i numeri della cooperazione in Francia parlano chiaro: nonostante il difficile clima economico, oggi ci sono 26 milioni di soci membri di cooperative, +6% rispetto al 2012; e il numero di soci lavoratori in cooperative è salito dal 4,2% del numero totale di lavoratori dipendenti in Francia nel 2008 al 5,1% nel 2014. Sul fronte della cooperazione tra giovani, l’Italia è a buon punto: siamo uno dei pochi paesi europei in cui esistono già organi di rappresentanza del mondo dei giovani cooperatori; altri Paesi stanno organizzandosi in maniera simile a livello nazionale; anche su scala europea lo Youth European Cooperative Networks sta supportando la creazione di nuovi network nazionali in Europa, nell’ottica di empowerment delle nuove generazioni all’interno del movimento cooperativo. Nel suo piccolo, Boschi Vivi mantiene saldi i propri principi di cooperazione, in modo che anche l’innovazione possa essere inclusiva. Se poi teniamo conto che la forma cooperativa è un modo di fare business che può essere applicato a innumerevoli settori di attività, emerge il fatto che l’impatto sociale positivo -se estendiamo questo modo di operare- può davvero rivoluzionare il nostro modo di fare economia, spostandolo verso principi di sostenibilità e solidarietà.


I luoghi di Boschi Vivi parte 1 - Il fascino selvaggio dell'Alta Valle dell'Orba

I luoghi di Boschi Vivi parte 1 - Il fascino selvaggio dell'Alta Valle dell'Orba

Il primo “Bosco Vivo” si trova nell’Alta Valle dell’Orba e per questo abbiamo deciso di raccontarvi qualcosa della storia di questo luogo, ancora oggi così autentico ed affascinante.

A solo un’ora d’auto da Genova, ci ritroviamo in quello che un tempo è stato snodo fondamentale di percorsi strategici quali la via del Sale e la via del Ferro, un luogo che oggi è molto amato da escursionisti, arrampicatori e appassionati di sport outdoor.

Il torrente Orba nasce alle spalle di Genova, dal versante settentrionale del Monte Reixa in prossimità del passo del Faiallo, regalando una grandiosa varietà di paesaggi lungo il percorso che lo porta alla pianura.

Un tempo lontano il territorio dell’alta valle dell’Orba era ricoperto dalla famosa “Selva dell’Orba”, dove nel VIII secolo venivano a caccia i re Longobardi. Una selva dominata dal faggio, dalla rovere e dal castagno, rimasta intatta fino all’incirca all’anno mille, quando i monaci cistercensi della Badia di Tiglieto iniziarono la loro opera di pianificazione territoriale. I monaci sfruttarono la zona planiziale per la coltura del frumento e della vite, mentre favorirono la pastorizia e potenziarono la silvicoltura nella zona montana, ampliando l’areale del castagneto domestico e dando inizio così ad una vera e propria economia del castagno. Gran parte del territorio ha dunque visto la diffusione del castagneto: i fianchi delle montagne sono stati terrazzati con muretti a secco e venivano costruiti seccatoi, il tipico “abergu”, per l’essiccazione delle castagne. In questi territori, come del resto in buona parte dei territorio montani italiani, per molti secoli il castagno ha fornito l’unico alimento largamente disponibile e i suoi prodotti hanno trovato numerosi impieghi, dall’edilizia al riscaldamento, fino alla lettiera per gli animali.

Più tardi, intorno al 1500, con lo sviluppo della lavorazione del ferro e la nascita delle Ferriere lo sfruttamento della foresta si fece più intenso. Per la lavorazione del ferro si sfruttava infatti la grande abbondanza di acqua e l’alto potere calorifico dei faggi e delle roveri secolari. Il minerale ferroso arrivava dall’isola d’Elba e saliva dal porto di Voltri con carovane di muli attraverso gli antichi sentieri del sale, ora sentieri del ferro.

Le Ferriere, e i borghi intorno alle quali si formavano, si ponevano in contrasto con le case “a capanna” sparse sulle montagne, mentre il via vai dei carbonai intensificò la rete di percorsi e sentieri, dei quali rimangono ancora oggi a testimonianza le piazzole delle carbonaie.

Le Ferriere continueranno il loro sviluppo per tutto il ‘600, sostenendo l’economia locale di questo territorio, per cessare la loro attività verso la metà del ‘900, quando l’industria siderurgica si è ormai affrancata dalla dipendenza dell’acqua e del bosco.

Oggi questo territorio continua a vivere e ad offrire opportunità. Un luogo speciale per gli appassionati degli sport outdoor, grazie ai numerosi percorsi per il trekking e la mountain bike, l’arrampicata e anche il kayak sulle limpide acque dell’Orba.

L’Alta Valle dell’Orba si presenta come un ambiente dal fascino selvaggio, ricco di luoghi suggestivi e di storia rurale, che mostra il volto meno conosciuto ma bellissimo della Liguria, una regione che troppo spesso si identifica solo con la riviera, rischiando di dimenticare la sua parte più autentica e antica. Siamo davvero lieti ed orgogliosi di essere parte di questi luoghi.

I luoghi di Boschi Vivi parte 1 - Il fascino selvaggio dell'Alta Valle dell'Orba