I DINTORNI DI BOSCHI VIVI: LA BADIA DI TIGLIETO

Oltre alla commemorazione ecologica, uno degli scopi di Boschi Vivi è quello di valorizzare le bellezze del territorio che circonda il nostro bosco di Martina d’Olba. Vi presentiamo quindi la badia di Tiglieto, una perla dell’entroterra ligure, sorta in mezzo al bosco e circondata da platani e cedri secolari.

Nel 1120 Pietro, abate del monastero di La Ferté, fondò il Monastero di Santa Maria e Santa Croce di Tiglieto, che costituisce il primo esempio di abbazia cistercense costruita al di là del confine francese. I monaci benedettini ebbero un ruolo determinante nello sviluppo dei territori circostanti la Badia. attraverso la loro gestione agricolo-forestale e l’introduzione di attività agricole, silvo-pastorali e produttive, diedero lavoro a numerosi braccianti e pastori locali, creando un motore di sviluppo economico e sociale nella zona. Ancora oggi si possono trovare resti di antichi mulini lungo il corso del torrente Orba e le fornaci utilizzate per cuocere i mattoni. I monaci acquisirono terreni, bonificarono la piana attraverso la regimazione delle acque dell’Orba e contribuirono a sviluppare attività come la lavorazione dei metalli e la tessitura.

Dalla Badia parte anche un suggestivo sentiero di circa 6 km che si snoda lungo lerive del torrente Orba tra boschi, prati e antichi terrazzamenti. A breve distanza dalla Badia, lungo la strada carrabile, si può ammirare l’antico ponte romanico a cinque arcate in serpentino, a cui, da un lato, fa ombra una quercia monumentale. In zona si trova anche il famoso Parco del Beigua. La Liguria è tutta da scoprire, e la toponomastica può aiutare molto: il nome di Tiglieto potrebbe derivare, secondo fonti storiche, o dalla abbondante presenza ditigli, o dal nome di un appezzamento di terreno, Teletum, donato alla nuova abbazia dal marchese di Ponzone Anselmo II, nel 1131.

Lo schema architettonico dell’edificio, seppur modificato ampiamente nel corso dei secoli, ha notevolmente risentito delle maestranze locali, che ripresero le forme del Romanico diffuso in Liguria: gli archi a tutto sesto sono stati impostati su robusti pilastri quadrangolari; per le navate fu utilizzata una copertura a capriate mentre le cappelle mostrano una volta a botte a pieno centro. Possiamo ritrovare nell’edificio alcuni caratteri dell’architettura gotica ligure quattrocentesca. Dal lato del chiostrosono presenti alcune finestre trifore con arco a tutto sesto, tipiche dell’arte genovese del secolo XII. A partire dal 1200 iniziò un lento ma inesorabile periodo di decadenza; a fine del1400 l’abbazia fu presa d’assalto dal Duca di Mantova, che sfondò le porte della chiesa e del monastero, iniziando la costruzione di un fortilizio, distrutto poi dalla reazione delle artiglierie genovesi. Nella seconda metà del 1600 la Badia, ormai disabitata, entra a far parte del patrimonio della famiglia Raggi, che ancora oggi ne cura la gestione. Si dice che nella Badia di Tiglieto abbia soggiornato San Bernardo, e che si sia combattuta un’importante battaglia nel 1747 tra austriaci e genovesi. L’abbazia ha subito negli anni diversi interventi di restauro, il più recente è terminato nel 2000 e ne ha permesso l’apertura al pubblico.

Il 18 ottobre 2020 ricorre il 900esimo anniversario della fondazione dell’Abbazia e per l’evento sono molte le iniziative e le visite guidate per scoprire questo tesoro dell’entroterra ligure. L’Abbazia è visitabile grazie ai volontari dell’Associazione Amici della Abbazia Cistercense S. Maria alla Croce di Tiglieto tramite prenotazione.

 

Veduta della chiesa da nord ovest. Foto di Pietro Bigoni.