Il primo “Bosco Vivo” si trova nell’Alta Valle dell’Orba e per questo abbiamo deciso di raccontarvi qualcosa della storia di questo luogo, ancora oggi così autentico ed affascinante.

A solo un’ora d’auto da Genova, ci ritroviamo in quello che un tempo è stato snodo fondamentale di percorsi strategici quali la via del Sale e la via del Ferro, un luogo che oggi è molto amato da escursionisti, arrampicatori e appassionati di sport outdoor.

Il torrente Orba nasce alle spalle di Genova, dal versante settentrionale del Monte Reixa in prossimità del passo del Faiallo, regalando una grandiosa varietà di paesaggi lungo il percorso che lo porta alla pianura.

Un tempo lontano il territorio dell’alta valle dell’Orba era ricoperto dalla famosa “Selva dell’Orba”, dove nel VIII secolo venivano a caccia i re Longobardi. Una selva dominata dal faggio, dalla rovere e dal castagno, rimasta intatta fino all’incirca all’anno mille, quando i monaci cistercensi della Badia di Tiglieto iniziarono la loro opera di pianificazione territoriale. I monaci sfruttarono la zona planiziale per la coltura del frumento e della vite, mentre favorirono la pastorizia e potenziarono la silvicoltura nella zona montana, ampliando l’areale del castagneto domestico e dando inizio così ad una vera e propria economia del castagno. Gran parte del territorio ha dunque visto la diffusione del castagneto: i fianchi delle montagne sono stati terrazzati con muretti a secco e venivano costruiti seccatoi, il tipico “abergu”, per l’essiccazione delle castagne. In questi territori, come del resto in buona parte dei territorio montani italiani, per molti secoli il castagno ha fornito l’unico alimento largamente disponibile e i suoi prodotti hanno trovato numerosi impieghi, dall’edilizia al riscaldamento, fino alla lettiera per gli animali.

Più tardi, intorno al 1500, con lo sviluppo della lavorazione del ferro e la nascita delle Ferriere lo sfruttamento della foresta si fece più intenso. Per la lavorazione del ferro si sfruttava infatti la grande abbondanza di acqua e l’alto potere calorifico dei faggi e delle roveri secolari. Il minerale ferroso arrivava dall’isola d’Elba e saliva dal porto di Voltri con carovane di muli attraverso gli antichi sentieri del sale, ora sentieri del ferro.

Le Ferriere, e i borghi intorno alle quali si formavano, si ponevano in contrasto con le case “a capanna” sparse sulle montagne, mentre il via vai dei carbonai intensificò la rete di percorsi e sentieri, dei quali rimangono ancora oggi a testimonianza le piazzole delle carbonaie.

Le Ferriere continueranno il loro sviluppo per tutto il ‘600, sostenendo l’economia locale di questo territorio, per cessare la loro attività verso la metà del ‘900, quando l’industria siderurgica si è ormai affrancata dalla dipendenza dell’acqua e del bosco.

Oggi questo territorio continua a vivere e ad offrire opportunità. Un luogo speciale per gli appassionati degli sport outdoor, grazie ai numerosi percorsi per il trekking e la mountain bike, l’arrampicata e anche il kayak sulle limpide acque dell’Orba.

L’Alta Valle dell’Orba si presenta come un ambiente dal fascino selvaggio, ricco di luoghi suggestivi e di storia rurale, che mostra il volto meno conosciuto ma bellissimo della Liguria, una regione che troppo spesso si identifica solo con la riviera, rischiando di dimenticare la sua parte più autentica e antica. Siamo davvero lieti ed orgogliosi di essere parte di questi luoghi.

I luoghi di Boschi Vivi parte 1 - Il fascino selvaggio dell'Alta Valle dell'Orba